Uno studio dentistico prepara una campagna su Facebook per presentare un nuovo servizio. Nello stesso periodo rivede la propria polizza professionale e le procedure di gestione clinica. Sono due attività quotidiane, ma le norme di riferimento non sono le stesse.
La cosiddetta legge Boldi riguarda il modo in cui si comunica una prestazione sanitaria. La legge Gelli-Bianco riguarda invece la sicurezza delle cure e la responsabilità di chi le eroga. Confonderle può portare a errori pratici, soprattutto quando marketing e organizzazione dello studio vengono gestiti da persone diverse.
La differenza, in concreto
Pubblicità sanitaria. Il riferimento comunemente chiamato «legge Boldi» è l'articolo 1, comma 525, della legge 145/2018, come modificato nel 2023. Interessa siti web, campagne pubblicitarie, social media e altre forme di comunicazione informativa. La domanda chiave è: questo contenuto aiuta il paziente a scegliere liberamente e con informazioni corrette, oppure lo attrae verso cure potenzialmente inappropriate con messaggi suggestivi?
Sicurezza e responsabilità. La legge 24/2017, detta Gelli-Bianco, si occupa invece di prevenzione dei rischi, responsabilità sanitaria e coperture assicurative, con successive regole attuative. Qui la domanda cambia: come vengono organizzate e documentate le cure e chi risponde, secondo la legge, quando si verifica un danno?
Due esempi nello stesso studio
Un post che annuncia «sbiancamento a metà prezzo fino a domenica» pone una questione di pubblicità sanitaria. Non è un problema risolto dalla presenza di una polizza professionale.
Un errore nella gestione di un trattamento, con possibili conseguenze per il paziente, chiama in causa la qualità del percorso clinico e il regime della responsabilità. Non dipende dal numero di follower dello studio né dal modo in cui sono scritti i post.
Ciò non significa che comunicazione e sicurezza siano mondi separati. Quando uno studio descrive pubblicamente protocolli, tecnologie o competenze, quelle informazioni devono corrispondere alla realtà. Una comunicazione responsabile si fonda su una pratica responsabile.
Cosa dovrebbe fare il titolare
Sul fronte marketing: rivedere annunci, immagini, offerte, testimonianze e pagine del sito con un controllo di correttezza e deontologia. Sul fronte organizzativo: confrontarsi con i professionisti e i consulenti competenti per verificare gestione del rischio, documentazione, ruoli e coperture. Nessuna delle due verifiche sostituisce l'altra.
Per uno studio dentistico il risultato da cercare non è soltanto attirare più contatti: è costruire una reputazione credibile, sostenuta da informazioni corrette e da processi clinici affidabili.
Riferimenti: legge 145/2018, art. 1, comma 525, come modificato dal decreto-legge 69/2023, convertito dalla legge 103/2023; legge 24/2017; decreto ministeriale 232/2023.
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