Quando si parla di qualità in uno studio dentistico, si pensa subito alla preparazione del professionista o alle tecnologie utilizzate. Sono aspetti importanti, ma non bastano. Contano anche la gestione della documentazione clinica, la prevenzione degli errori e la capacità di affrontare un imprevisto.
È questo il terreno su cui interviene la legge 8 marzo 2017, n. 24, conosciuta come legge Gelli-Bianco. Non è una norma sulla pubblicità: disciplina la sicurezza delle cure e diversi aspetti della responsabilità sanitaria.
Perché riguarda anche l'odontoiatria
In odontoiatria il percorso di cura può coinvolgere più professionisti, appuntamenti successivi, esami diagnostici e controlli. Ridurre i rischi significa rendere affidabile l'intero processo, non solo il singolo trattamento.
La legge valorizza la prevenzione e la gestione del rischio clinico. Prevede inoltre un quadro per la responsabilità delle strutture e degli esercenti le professioni sanitarie. Le regole applicabili dipendono dalla posizione concreta del soggetto: titolare, libero professionista, collaboratore o struttura sanitaria organizzata non sono situazioni automaticamente identiche.
Un esempio? Se un paziente deve affrontare un trattamento complesso, la sicurezza passa anche da una documentazione appropriata, informazioni comprensibili, procedure coerenti e tracciabilità delle decisioni. Il consenso informato ha una sua disciplina specifica, in particolare nella legge 219/2017, ed è parte di un percorso di cura corretto: non va presentato come un semplice modulo da firmare.
Responsabilità e coperture assicurative
L'articolo 7 della legge Gelli-Bianco distingue, secondo i casi, la responsabilità della struttura da quella del professionista. L'articolo 10 disciplina le coperture assicurative e le misure analoghe previste per le strutture; il decreto ministeriale 232/2023 ha definito requisiti minimi e condizioni applicative delle garanzie. Per capire gli obblighi di uno specifico studio è necessario verificare la sua configurazione giuridica, l'attività svolta e i rapporti con eventuali collaboratori.
Acquistare una polizza, da solo, non risolve tutto. È altrettanto importante sapere chi è assicurato, per quali attività, con quali limiti e condizioni, e come vengono gestiti eventuali eventi avversi.
Una norma che può migliorare anche la fiducia
La legge Gelli-Bianco non autorizza a trasformare la sicurezza in uno slogan. Uno studio può però spiegare ai pazienti, con sobrietà e senza promettere rischi zero, come organizza le cure e tutela la continuità delle informazioni cliniche. La fiducia nasce da procedure reali, poi da parole capaci di descriverle.
Riferimenti: legge 24/2017, in particolare artt. 1, 5, 7 e 10; decreto ministeriale 232/2023; legge 219/2017 per il consenso informato.
Scopri Spark AI Dental
Formazione personalizzata di 6 ore per utilizzare l'intelligenza artificiale nella comunicazione e nel marketing del tuo studio.
